Tag Archivessalute

La verità su carboidrati, cereali e verdure per cani e gatti

La verità su carboidrati, cereali e verdure per cani e gatti

Quante volte ti sei fatto la domanda: ma i cereali al mio cane fanno bene o fanno male? E i carboidrati? E le verdure? Scommetto che hai anche provato a cercare la risposta in internet, giusto? Purtroppo però i risultati che hai trovato sono stati solo una marea di articoli che dicono tutti il contrario di tutto.  Quindi che fare? Il post di oggi vuole proprio cercare di fare un po’ di chiarezza e sfatare 3 miti.

Are you ready?

CHI È  VERAMENTE IL MIO PELOSO?

Come l’essere umano anche cani e gatti si sono evoluti nel tempo e oggi possiamo dire con certezza che, come l’uomo, anche loro sono onnivori. Ma siamo sicuri che siano proprio come noi? In effetti non è proprio così!

È vero che con il passare di anni e anni il loro corpo si è evoluto in modo da riuscire ad assorbire anche gli alimenti di origine vegetale, ma questo non significa che ne possano mangiare quantità industriali senza avere nessun problema. In effetti rimangono ancora animali prevalentemente carnivori. La loro alimentazione dovrebbe essere composta più da proteine ma, grazie allo sviluppo di particolari enzimi, oggi  riescono a digerire anche carboidrati, cereali e verdure.

Detto ciò sfatiamo qualche mito.

1 MITO: I CARBOIDRATI FANNO MALE A CANI E GATTI

Non c’è niente di più sbagliato! I carboidrati possono essere tranquillamente inseriti nella dieta di cane e gatto purché lo si faccia con la testa. L’importante è che la razione che diamo al nostro amico a 4 zampe non sia composta solo da carboidrati.

Come detto prima, cani e gatti, sono dotati degli enzimi giusti per riuscire a digerire questi alimenti ma non in grosse quantità. Esagerando con i carboidrati si rischia di affaticare troppo il loro pancreas e far ingrassare il tuo animale. Infatti i carboidrati che il pancreas non riesce a smaltire, si accumulano nei depositi di grasso che a lungo andare portano fido e micio all’obesità.

Per cui: i carboidrati fanno male – FALSO MA …

quando acquisti le crocchette leggi bene l’etichetta. Se la prevalenza degli ingredienti sono i carboidrati a discapito delle proteine, come invece dovrebbe essere, cambia prodotto. Quello che hai in mano di certo non fa bene al benessere del tuo amico a 4 zampe. Mi raccomando nella scelta non farti guidare dal prezzo, il più delle volte, le crocchette che ti fanno risparmiare sono anche quelle che fanno più male al tuo peloso perché contengono esclusivamente carboidrati o comunque in percentuali troppo elevate per lui.

2 MITO: TUTTI CEREALI SONO COME IL VELENO

Altri ingredienti di cui si parla tanto sono i cereali. Fanno bene? Fanno male? È meglio inserirli nella dieta del proprio animale oppure no?Anche in questo caso se provi a cercare su Google ti escono un’infinità di risultati che si contraddicono tra loro.

Innanzitutto è bene capire che quando si parla di cereali ci si riferisce al grano, miglio, farro, mais … Negli ultimi anni vanno anche di moda i grani antichi, come amaranto, quinoa, kamut … e anche questi sono cereali.

Come per i carboidrati, anche per i cereali vale più o meno lo stesso discorso. In tutti questi anni di evoluzione il corpo di cani e gatti si è evoluto e oggi anche loro sono in grado di smaltire questi alimenti. Il punto sta sempre nella quantità.

Con i cereali bisogna fare un pochino più attenzione rispetto ai carboidrati e leggere bene l‘etichetta per 2 motivi. Il primo è che contengono antinutrienti (il più famoso è il glutine) che potrebbero creare problemi all’organismo come ad esempio problemi alle mucose intestinali. Il secondo potrebbero sviluppare delle intolleranze alimentari. Quindi per questi motivi non bisogna assolutamente esagerare nelle quantità ma allo stesso tempo cani e gatti li possono comunque assumere!

Per cui: tutti i cereali sono veleno per fido e micio – FALSO MA …

diventa ancora più importante saper leggere l’etichetta dei prodotti. Infatti una bassa percentuale di cereali è ammessa nella dieta senza alcun problema per l’animale. Il campanello d’allarme suona quando i cereali sono invece l’ingrediente predominante nell’alimento, e quindi in questo caso orientati e acquista un atro prodotto.

3 MITO: DELLE VERDURE DI PUÒ FARE A MENO

Ti ricordi che ad inizio articolo ti ho detto che cani e gatti sono onnivori? Quindi capirai già che i nostri amici possono assolutamente mangiare le verdure senza avere controindicazioni. Anche in questo caso rispettare le giuste proporzioni è fondamentale! La maggioranza devono essere le proteine e come contorno ci puoi aggiungere carboidrati/cereali e verdure.

Quest’ultime infatti, essendo masticate dall’animale sono facilmente digeribili e sono un importante fonte di minerali, vitamine, antiossidanti e soprattutto fibre.

Per cui: nella dieta si può fare a meno delle verdure – FALSO

Affianca ad una buona porzione di proteine (carne o pesce) un buon contorno di verdure come zucchine, carote, asparagi, finocchi … per apportare al fisico del tuo peloso le giuste quantità di vitamine e fibre. In questo modo seguirà un’alimentazione sana ed equilibrata garantendogli così un buon benessere.

Riassumendo brevemente i carboidrati, cereali e verdure possono essere tranquillamente mangiati da cani e gatti senza alcun problema, l’importante è mantenere le giuste proporzioni.

Se sei tu il cuoco per il tuo peloso ricorda che la razione giornaliera deve essere composta per la maggioranza da proteine e il resto diviso tra carboidrati/cereali e verdure.

Se invece non hai tempo o le tue doti culinarie non sono gran che, affidati a crocchette e scatolette di qualità. Non farti ingannare dal prezzo ma leggi bene le etichette. Scegli sempre il prodotto con ingredienti di qualità e che rispettino le giuste proporzioni.

Sul nostro shop abbiamo selezionato 2 marche che per noi sono ottime per i nostri amici pelosi. Marpet e Necon. Entrambe sono aziende italiane, sono marche premium, utilizzano ingredienti italiani e sono adatte anche per cani con intolleranze alimentari. Scopri il loro cibo secco e il loro cibo umido sia per cani che per gatti!

Al tuo amico a 4 zampe hai inserito nella sua dieta questi alimenti?

Raccontaci la tua esperienza in un commento.

Come gestire le intolleranze alimentari con la giusta alimentazione

Come gestire le intolleranze alimentari con la giusta alimentazione

È inutile negare che negli ultimi 50 anni i casi di intolleranze alimentari negli umani ma anche negli animali sono decisamente aumentate. Questo è bene saperlo perché anche il nostro amico a 4 zampe potrebbe soffrirne e di conseguenza dobbiamo essere pronti su cosa fare. È ovvio che non ci si può improvvisare veterinari ma qualche nozione in più su come poter affrontare questa problematica può di certo essere utile.

Cosa sono le intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari sono reazioni avverse al cibo ingerito e, diversamente dall’allergia alimentare, non coinvolgono il sistema immunitario.

Attenta, non è vero che l’intolleranza si manifesta solo in età giovane ma può colpire anche in età adulta. Inoltre possono interessare tutte le razze, anche se è vero che alcune sono più sensibili di altre, come ad esempio il Pastore Tedesco, Dalmata, Labrador e Golden Retriever, Boxer, Cocker Spaniel, Setter Irlandese…

Essendo quindi una reazione a ciò che il cane o gatto ingerisce, capisci bene quale ruolo fondamentale ricopre l’alimentazione. Una giusta ed equilibrata dieta diventa essenziale non solo per contrastare possibili intolleranze ma anche per salvaguardare la salute del tuo peloso giorno dopo giorno.

Alcuni campanelli d’allarme da non sottovalutare

Per prima cosa devi sapere che le intolleranze alimentari sono dovute principalmente alla scelta di proteine di bassa qualità. Infatti nei prodotti a basso costo, nella maggior parte dei casi, sono presenti farine di origine animale. Queste sono ottenute dalla macinazione di ossa, becchi, zoccoli…i quali apportano uno scarso valore nutritivo e sono ricchi di allergeni. È per questo che per prima cosa è importante saper leggere bene l’etichetta dei prodotti che acquisti per il tuo cane o gatto.

Secondo step tieni sempre d’occhio il tuo peloso. Solo così ti puoi accorgere se ad un certo punto della sua vita inizia a manifestare alcuni sintomi derivati da una possibile intolleranza. I sintomi da tenere sotto controllo sono:

  • Problemi alla pelle. Stai attenta alle dermatiti, al molto prurito, agli arrossamenti ma anche al fatto che il tuo cane o gatto si lecchi più del solite le zampette.
  • Problemi agli occhi e alle orecchie. La lacrimazione costante, arrossamenti, otiti e congiuntiviti possono essere un campanello d’allarme da non sottovalutare.
  • Problemi all’apparato gastro-intestinale. Questi sono i sintomi più diffusi e certamente quelli più facili da individuare. Vomito a digiuno, diarrea, meteorismo, il voler mangiare molta erba …
  • Problemi all’apparato respiratorio. Come rinite, sinusiti, asma e tosse. Queste sono più tipiche nei gatti che nei cani.
  • Problemi al comportamento. Ebbene si, le intolleranze modificano anche questo aspetto. In particola ci si accorge grazie agli sbalzi di umore, iperattività, affaticamento precoce e tendenza ad ingrassare.

Se noti che il tuo amico a 4 zampe manifesta alcuni di questi sintomi, non ti allarmare! Stai tranquilla, oggi come curare questi sintomi è cosa ben nota e nella maggior parte dei casi è sufficiente un cambio nell’alimentazione verso una dieta più corretta. L’importante è non improvvisare ma rivolgersi sempre al proprio veterinario di fiducia.

L’alimentazione prima di tutto

Il tuo veterinario farà tutte le sue valutazioni e meglio ti consiglierà. Molto probabilmente la prima cosa che ti dirà di fare sarà quella di modificare l’alimentazione, sia per il cibo secco che per quello umido. In sostanza andrai a fare delle prove andando a testare proteine e carboidrati uno alla volta monitorando la reazione del cane o gatto. C’è tutto un procedimento specifico da seguire che il tuo veterinario ti spiegherà nei minimi dettagli.

Una volta scoperto quali proteine o carboidrati scatenano l’intolleranza il gioco è fatto. Nel caso fossi tu a cucinare per il tuo peloso, la cosiddetta cucina casalinga, sarà sufficiente non utilizzare più questi ingredienti se invece sei più da crocchetta dovrai orientarti su specifici prodotti.

Quali crocchette e umido scegliere

In questi casi è consigliabile orientarsi su crocchette ipoallergeniche in modo da contrastare le intolleranze. In genere queste crocchette sono monoproteiche e facilmente digeribili in modo che anche il cane/gatto più sensibile non abbia più problemi.

Marpet ha ideato delle linee complete, sia per cani che gatti, indicate proprio per i pelosi con queste problematiche.

Per i nostri amici cani la linea cibo secco è chiamata Equilibria. Questa unisce il basso contenuto di cereali, perché un po’ è giusto che ci siano, alle proprietà delle piante officinali e ad un’unica fonte proteica. Questa combinazione di ingredienti è perfetta per i pelosi che presentano delle intolleranze. Se invece il tuo amico preferisce il cibo umido, nessun problema, anche in questo caso la linea specifica è sempre l’Equilibria.

Per i nostri amici felini, Marpet invece si è orientata solo sul cibo umido. Anch’essa si chiamata Equilibria e come per la linea umida dei cani, si caratterizza per un’unica fonte proteica unica alle proprietà benefiche  di melissa e valeriana.

Somministrando questi alimenti il tuo amico a 4 zampe non avrà più problemi di intolleranza alimentari e sarai riuscita così a salvaguardare la sua salute solo grazie ad una giusta alimentazione.

Il tuo peloso a problemi di intolleranze? Come le hai affrontate o come le stai affrontando?

Cane e gatto possono mangiare le castagne?

Cane e gatto possono mangiare le castagne?

Perché il cane e il gatto devono mangiare poche castagne?

Le castagne per il cane e gatto sono come le ciliegie, una tira l’altra. 2-3 castagne non causano nessun effetto collaterale al tuo cane o comunque niente che possa mettere a rischio la sua vita.

Mente per il gatto la dose massima è 1 sola castagna. I problemi sorgono quando il cane e il gatto vanno oltre con le castagne ingerite.

Ovviamente si parla di castagne semplici senza glassa come i marron glacé o altre preparazioni che richiedono l’accostamento di zuccheri o altri ingredienti a questo frutto.

Non dimenticare che lo zucchero fa male sia al cane che al gatto. Quindi se proprio vuoi dare un qualcosa al tuo cane per distrarlo dalle castagne che stai preparando per te, passagli un paio di snack o metti nella sua ciotola delle crocchette prelibate che gli dai quando si comporta davvero bene.

Perché le castagne diventano pericolose

Può capitare che mentre prepari le castagne per te o per la tua famiglia una cada per terra e il cane o il gatto, ne sia incuriosito e inizi a giocarci oppure provi ad assaggiarla.

È probabile che il cane tenti di togliere la buccia e mangiare la castagna. Se ti accorgi, continua a sbucciarla e dagliela pulita e cruda. Non succederà niente. Può capitare la stessa cosa con le castagne cotte.

Il guaio arriva quando il cane mangia tante castagne. Dal banale mal di pancia con diarrea a vomiti, può arrivare qualcosa di più serio come la torsione dello stomaco.

Le castagne sono un alimento “pesante” per il tuo cane e gatto. La loro digestione è difficoltosa. Ecco perché è importante che la quantità ingerita di questo frutto si limiti a poche unità: 2 o 3 per il cane e 1 per il gatto.

Cos’è la torsione dello stomaco?

I cani di taglia media hanno una struttura interna dell’apparato digerente più grande rispetto ai cani di taglia extra small.

A volte capita che il cane si metta a saltare e giocare con lo stomaco pieno di castagne e acqua, visto che il frutto fa venire tanta sete. Il gioco e i salti sommati allo stomaco pieno causano la torsione interna dello stomaco del cane.

La torsione per il cane è molto pericolosa. È una situazione che può portare persino alla sua morte se non riconosciuta in tempo.

Nel gatto non è così frequente. Eppure anche lui fa molta fatica a digerire e metabolizzare la castagna. Per questo è meglio non dargliela ma preferire uno snack creato apposta per lui.

Torsione di stomaco in corso?

Il cane prova a vomitare, si lamenta, ha la pancia tesa, dolente, non riesci a svegliarlo e a farlo alzare dal suo cuscino preferito o non riesce a stare sveglio, contatta subito il suo veterinario per dargli un soccorso iniziale. Non c’è un minuto da perdere. Il suo intervento è fondamentale per far star bene il tuo cane.

Questi sono casi dove il cane è davvero ingordo e nessuno lo ferma.

Persino il tuo gatto, in casi più rari, potrebbe accusare qualche sintomo dopo aver mangiato una castagna. Anche in questo caso contatta il suo veterinario e chiedi come ti devi comportare.

Se tu sei accanto al tuo cane e gatto quando mangia castagne non ci saranno questi problemi visto che deciderai quanti pezzi di castagne fargli assaggiare.

Ad ogni modo in caso di dubbi chiedi spiegazioni al veterinario. Hai mai dato castagne al tuo cane o al tuo gatto?

Cane, gatto e i funghi velenosi: cosa devi sapere

Cane, gatto e i funghi velenosi: cosa devi sapere

Quali sono i sintomi e cosa puoi fare

Le belle giornate autunnali e invernali fanno venire voglia di passeggiare in giro per i boschi e raccogliere i funghi. Spesso il cane e il gatto ti seguono e con la loro innocente curiosità, e può succedere che quando tu sei distratto, mangiano per sbaglio funghi velenosi o alcune erbe vicine. L’intossicazione e l’avvelenamento da funghi è dietro l’angolo.

Di solito i funghi e l’erba circostante hanno un odore che riesce a far desistere gli animali dal mangiarli o perlomeno dall’assaggio. Però può capitare che vicino ci sia un bel legnetto da rosicchiare o un’erba da assaggiare e il danno è presto fatto perché basta davvero poco.

Nel fungo velenoso è presente una tossina che attacca in maniera molto aggressiva i suoi organi interni.

L’andamento dell’avvelenamento da funghi

Di solito dopo le prime 6-12 ore che il cane o il gatto ha assaggiato un fungo velenoso tutto sembra tranquillo.

Ma la situazione può precipitare da un momento all’altro nelle ore successive e spesso neanche si pensa che possa essere collegata alla passeggiata nel bosco e che quindi ci sia un possibile avvelenamento da funghi in corso.

Questo tipo di intossicazione è un po’ subdola perché poi il cane e il gatto hanno come una sorta di ripresa quando invece è solo la calma prima di un ulteriore peggioramento.

Sintomi avvelenamento da funghi nel cane e nel gatto

Se ti accorgi durante la passeggiata che il cane o il gatto assaggiano inavvertitamente un fungo, contatta subito il veterinario o portali al pronto soccorso animale più vicino. Fai una foto al fungo oppure avvolgilo con dei fogli di giornale e portalo con te.

Utilizza dei guanti per raccoglierlo e non toccarti il viso, gli occhi, il naso e la bocca dopo averlo toccato. La maggior parte dei funghi tossici per gli animali lo sono anche per l’uomo e viceversa.

Potresti non accorgerti che il cane e il gatto hanno ingerito dei funghi ma dopo qualche ora notare sintomi come:

  • diarrea e/o vomito
  • convulsioni, bava alla bocca e aggressività senza motivo, tremori
  • febbre
  • sonnolenza persistente e neanche la ciotola piena sveglia il tuo animale
  • occhi e mucose gialle

Tutti questi sono dei segni che qualche micotossina è entrata in circolo nell’organismo del tuo cane o del tuo gatto e lo sta avvelenando.

Infatti i funghi hanno delle sostanze che attaccano il cuore, i reni, il fegato e lo stomaco del tuo migliore amico peloso.

La cura

Il tempo e l’essere tempestivi è la prima cura utile per il tuo cane. Contatta il veterinario e segui le sue istruzioni. Non fare di testa tua con rimedi casalinghi e cerca di mantenere la calma e di essere lucido.

Purtroppo per alcuni funghi non esiste un antidoto che contrasta la tossicità della sostanza presente al loro interno.

Ad ogni modo il veterinario con la terapia medica farà di tutto per far si che il corpo del tuo cane o del tuo gatto, riesca ad espellere e a disintossicarsi dalle sostanze nocive date dalla tossina presente nel fungo.

Cos’altro puoi fare? Stai vicino al tuo animale se il veterinario ti dà l’ok, e fagli sentire che non è solo. Coccolalo e accarezzalo con delicatezza.

Per evitare tutto ciò, quando andate in giro per boschi e prati, fai in modo che il tuo cane o gatto non venga in contatto con funghi.

6 situazioni per vestire il cane o il gatto

6 situazioni per vestire il cane o il gatto

No, non è solo una moda

Vedere un cane o un gatto vestito strappa sempre un sorriso perché non siamo abituati ed è buffo. Spesso ci si chiede se sia davvero utile farlo o se non si sta umanizzando troppo l’animale pur di vendere. Quindi vestire il cane o gatto è davvero utile?

Non c’è una risposta assoluta al quesito.

Il mantello non sempre basta

Il cane e il gatto hanno una cute, un manto e del pelo che di solito li proteggono dal caldo e dal freddo quando sono fuori casa, quindi perché si dovrebbero vestire?

Il mantello del cane e del gatto non è uguale per tutti. Come ogni gatto e cane tollera il freddo in maniera diversa. Alcuni esemplari di cane e di gatto ad esempio i cani di taglia molto piccola, hanno un pelo così rado, fine o del tutto assente che in qualche modo sono obbligati a indossare un maglioncino in autunno o una t-shirt d’estate o in inverno per non prendere freddo o scottarsi la cute al sole.

Pensa al gatto Sphynx che non ha peli. D’estate deve persino utilizzare la crema protettiva per non scottarsi. Per lui una t-shirt è un modo per proteggerlo.

Invece, per un chihuahua, un maglioncino è il modo per proteggerlo dal caldo interno dell’appartamento al vento fresco delle giornate autunnali quasi invernali.

Quando è davvero necessario vestire il cane e il gatto?

Di solito ci sono 6 situazioni che portano vestire il proprio cane o gatto:

    1. gatto o cane con pelo molto corto, rado o assente.
    2. cani o gatti malati o con buona parte del pelo rasato per motivi di salute. In questo caso chiedere consiglio al veterinario.
    3. temperatura esterna molto bassa. Con lo sbalzo dall’interno della casa all’esterno l’animale potrebbe prendersi un raffreddore. Meglio coprirlo con un capottino o un giubbotto
    4. giornate di pioggia. Qua l’impermeabile è d’obbligo per evitare che il cane o il gatto si bagni il pelo e resti fradicio per tutta la passeggiata e poi rientri a casa con qualche malanno. Evitare di utilizzare un altro tipo di vestito o una stoffa che non respinga l’acqua. Andrà solo a peggiorare la situazione.
    5. vestire il cane quando si allontana da una fonte di calore come la sua copertina, cuscino, cuccia, caminetto, calorifero o il divano.
    6. se andate in vacanza sulla neve e sul ghiaccio prendere delle scarpette proteggi zampe. In questo caso eviterai che si faccia male ai cuscinetti o tra un dito e l’altro.

Cuccioli

Per i cuccioli di cani e gatti il discorso cambia. Non sono in grado di regolarsi in automatico la temperatura corporea durante le prime settimane di vita. Infatti non si staccano un attimo dal calore della propria mamma.

Se ti capita di trovare un cucciolo di cane o gatto, o di portarlo a casa, la prima cosa che noterai è che tremerà per il freddo e per la paura. Non è il caso di fargli indossare qualcosa. Avvolgilo o fallo accovacciare sopra una coperta morbida o dei vestiti che non utilizzi più. In più coccolalo con le tue mani calde.

Come scelgo il vestito giusto per il mio animale?

Scegliere cosa far indossare al tuo cane è semplice.

Per prima cosa devi scegliere il capo della taglia esatta. Non ti preoccupare, non è difficile neanche questo. Ti lascio un piccolo vademecum su come fare.
Cerca un qualcosa che sia facile da indossare e che lasci il cane o il gatto libero di muoversi senza sentirsi costretto, sentire troppo caldo e abbia l’uscita per poter collegare il guinzaglio senza intralciare.

Scegli qualcosa con un velcro nel sottopancia e che si possa agganciare anche nelle zampe posteriori. In questo modo il cane resterà coperto e la sua felpa non si muoverà da una parte all’altra dandogli fastidio.

Fai attenzione anche se il capo si può lavare in lavatrice, mettere in asciugatrice o se può asciugarsi all’aria aperta magari lontano dalla luce diretta del sole.

Come fargli indossare il capo d’abbigliamento

Non tutti i cani e i gatti adorano essere vestiti e tu non puoi obbligarli. Puoi provare ad andare per gradi.

Prova a farglielo indossare quando siete a casa per pochi minuti e osserva come reagisce il tuo cane o gatto. Se è tranquillo aumenta il tempo e provate a uscire per qualche minuto. Deve essere qualcosa di graduale.

Se proprio al cane o al gatto non va di essere vestito, non forzarlo.

Tu vesti il tuo cane e il tuo gatto? Ci mandi una sua foto per vedere quanto è bello?

Come calcolare il numero delle passeggiate del cane

Come calcolare il numero delle passeggiate del cane

I fattori che influenzano le sue passeggiate

Non c’è un tempo standard che va bene per tutti cani quando si tratta della passeggiata giornaliera. Ciascuno ha le proprie esigenze. Puoi capire davvero di quante passeggiate il cane ha bisogno portandolo in giro e giocandoci tutti i giorni con un occhio sull’orologio.

Per chi invece non riesce a viversi il momento e ha bisogno di avere dei dati su cui basarsi, vediamo quali sono i fattori fondamentali da tenere a mente quando si porta il cane a fare una passeggiata.

Età e razza

Quanti anni ha il tuo cane? È un cucciolo di 6 mesi, un adulto, un cane anziano o un cane con delle patologie? Taglia piccola, media o grande?

Cucciolo

Te lo chiedo perché un cucciolo di cane avrà molta più energia per giocare e passeggiare con te all’aria aperta. Però non devi dimenticare di calcolare ogni quanto è bene che esca fuori casa per fare i suoi bisogni in base alle esigenze della sua tenera età.

Infatti alcuni proprietari preferiscono insegnare fin dai primi mesi al proprio cane a fare i bisogni al momento della passeggiata.

Un cucciolo di cane, nei primi tempi, dovrà uscire più spesso dato che pipì e cacca con tutta probabilità gli scapperanno da appena sveglio, dopo mangiato e dopo aver bevuto tanto.

Quindi dovrai essere molto paziente. Vedrai che col tempo le tempistiche si diraderanno. Se il tuo cane non è abituato ad avere una sua zona con la lettiera in casa, non sgridarlo se non trattiene fino a quando non siete fuori, specie se è cucciolo. Sta ancora imparando.

Prima di portarlo fuori per la sua prima passeggiata, chiedi al veterinario se puoi farlo o se deve aver completato le vaccinazioni.

Adulto o anziano

Un cane adulto avrà bisogno di uscire tra le 2 e le 3 volte al giorno. Però qua potrebbero entrare in gioco le variabili razza e stato di salute generale.

Infatti ci sono razze che amano seguirti quando fai le escursioni con il tuo gruppo di nordickwalking, trekking. Adorano persino seguirti nei tuoi allenamenti quotidiani di corsa.

Altre razze invece, simulano una passeggiata sbadigliando e muovendo una zampa sul pavimento come a volerti dire:”proprietario mi sto muovendo, non vedo perché dobbiamo uscire”. Al massimo reggeranno il tempo di una pipì e rientrare a casa per poi lanciarsi sul cuscino fino all’indomani.

T e T: Taglia e tempo

A un cane di taglia piccola basterà una passeggiata giornaliera di 20-30minuti. Un taglia media avrà bisogno di sgranchirsi le zampe almeno 2 volte al giorno per mezzoretta. Mentre un cane di taglia grande potrebbe voler uscire anche 3 volte con sessioni da 30-45minuti l’una.

Perché al cane fa bene passeggiare?

Il cane è un animale curioso. Gli piace odorare l’aria e sentire profumi diversi dai soliti.

Le passeggiate tengono alto il tono del suo umore e lo rilasseranno, l’aiuteranno anche a tenere la muscolatura tonica quando ormai sarà avanti con gli anni e non avrà più voglia di saltare o correre per riprendere il bastoncino.

A meno che il veterinario non ti indichi che per il suo stato di salute è meglio non farlo muovere in eccesso, una passeggiata non può che fargli bene.

I cani anziani possono andare incontro a delle patologie. Vedi la passeggiata come una medicina gratuita. Li aiuterà a perdere quei liquidi in eccesso che andrebbero a depositarsi e a fargli acquistare peso impedendogli di muoversi come vorrebbe.

La passeggiata deve essere costante tutto l’anno. D’inverno nelle ore più tiepide e d’estate in quelle più fresche. Il freddo invernale non è una buona scusa per non farla visto che il movimento riscalderà entrambi.

Ci vuole allenamento

Hai presente quando decidi di andare a correre? Non puoi fare un’ora dal primo giorno, rischieresti di farti male. Lo stesso vale per il tuo cane.

Se è un cane in salute, mettigli il collare da passeggiata, prendi il suo guinzaglio preferito e iniziate le passeggiate con un primo obiettivo di 15minuti. Provate così per 2 giorni o per 2 passeggiate.

Noti che il cane tollera bene questi minuti? Bene. Incrementa di altri 5 minuti fino ad arrivare a una soglia dove il cane sarà soddisfatto ma non stremato. Se vi annoiate a camminare per mezz’ora di fila potete alternare con qualche seduta di gioco o di lancio del frisbee.

Osserva il cane

Noti che il cane zoppica mentre state passeggiando? Forse avete esagerato. Se ti è possibile mettilo nello zainetto e rientrate a casa. In caso la sua stazza non lo permetta, fate una pausa, uno spuntino con uno snack e dell’acqua.

Ora non resta che fare dietrofront. Vi siete guadagnati l’ozio per il resto della giornata.

Al tuo cane piace passeggiare o si nasconde appena prendi il guinzaglio?

Primo soccorso animali domestici: cosa puoi fare

Primo soccorso animali domestici: cosa puoi fare

Come comportarti in caso di emergenza

Sai come comportarti se il tuo cane o il tuo gatto si sentono male all’improvviso?

Se vivi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Sardegna puoi usufruire del servizio di primo soccorso dell’ambulanza veterinaria.

Sono sempre più i giornali che riportano le notizie di regioni e città, come Mestre e Varese, che in questi ultimi anni e mesi hanno inaugurato il servizio di emergenza veterinaria per gli animali domestici e selvatici.

Grazie ai numerosi volontari, le emergenze si possono affrontare 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Un’ottima notizia per chi vive solo e non può portare il proprio animale dal veterinario per un’urgenza o trova un animale ferito per strada.

Cosa dico quando chiamo i soccorsi?

Prestare soccorso a un animale non è mai facile perché le emozioni che si susseguono sono tante. Cerca di mantenere la calma e di essere preciso nel dare le informazioni al servizio di emergenza veterinaria che hai contattato.

Ciò che riferirai permetterà ai medici veterinari di agire tempestivamente una volta sul posto o di guidarti passo per passo fino a quando loro non saranno arrivati.

Ecco cosa riferire

  • L’animale respira, senti il cuore battere, è svenuto?
  • Respira con difficoltà, il cuore batte in maniera strana?
  • Le pupille sono fisse o si aprono/chiudono se ci arriva la luce?
  • Ha una ferita e in quale punto del corpo
  • Perde sangue da bocca, dal canale delle urine o delle feci
  • Ha le gengive di colore bluastro?
  • Ha mangiato, toccato qualcosa prima che si sentisse male?

Cosa fare in caso di emergenza

Le emergenze più comuni in cui tu e il tuo cane o gatto vi potete trovare sono: l’arresto cardiaco, ingestione accidentale di un qualcosa che non lo fa respirare bene, ferite e avvelenamento da sostanze o piante tossiche.

Arresto cardiaco – RCP

L’acronimo RCP sta per Rianimazione CardioPolmonare. È una manovra suddivisa in due passaggi che potresti dover fare in 2 occasioni:

1. il tuo animale domestico non respira.
2. l’animale domestico non ha battito cardiaco e non riesce a respirare da solo.

Non respira

Stendi il cane o il gatto sul fianco destro. Per capire se il cane o il gatto respira:

  • Controlla se ha qualcosa nella bocca e che puoi togliere con certezza con un dito.
  • Poggia la mano sul suo torace e osserva se si alza e abbassa. Tieni il conto di quante volte accade, in modo da riferirlo a chi presterà soccorso.
  • Avvicina il tuo viso o la mano al suo muso e senti se esce l’aria.
  • Hai degli occhiali? Avvicinali, se NON si appannano, vuol dire che non sta respirando.

Se il cane è di piccola taglia e non respira, dovrai dargli tu l’ossigeno nel naso tenendogli chiusa la bocca con delicatezza. Inspira e avvicinati al suo muso espellendo aria dalla tua bocca. Questa tecnica funziona anche con il gatto.

Se il cane è di taglia media, farai la stessa manovra ma dando aria solo al suo naso.

Appena vedi il torace alzarsi, smetti di soffiare, fallo abbassare e soffia di nuovo.

Attenzione: se l’animale non respira ma ha il battito NON fare le compressioni.

Non c’è battito cardiaco

Il cane deve essere sempre sul fianco destro. Per capire se il cuore batte:

  • avvicina il tuo orecchio al suo torace
  • cerca l’arteria femorale all’interno della sua coscia posteriore con il tuo indice e medio

Non senti battito? Inizia 10 – 15 compressioni dopo avergli dato aria per 3-5 volte, dopo sarà una ogni 10 – 15 compressioni.

Nei cani di taglia piccola fai 10 compressioni e 1 insufflazione d’aria

Nei cani di taglia media – grande fai 15 compressioni e 1 insufflazione d’aria
Il punto esatto su cui fare le compressioni si trova dove la zampa anteriore si collega con il petto del cane o del gatto.

Se il cane è di piccola taglia le compressioni andranno fatte su di una porzione del suo corpo tra l’1 e i 2,5cm, quindi uno o due dita che comprimono.

Nei cani di taglia media puoi ampliare il margine delle dita fino a lavorare con entrambi i palmi delle tue mani uno sopra l’altro nei cani di taglia grande.

Controlla con cadenza se il cuore del cane o del gatto, riprende a battere e se respira da solo.

Continua alternando compressioni e aria fino a quando non arriva l’ambulanza veterinaria.

Vie aeree bloccate

Perché il cane o il gatto non respira o lo fa con difficoltà?

Apri la sua bocca e controlla se ha ingoiato qualcosa che non fa passare l’aria. Puoi toglierlo col tuo dito facendo attenzione a non spingerlo più in fondo!

Prova a farglielo espellere con la manovra di Heimlich. Prendi il cane o il gatto e appoggia la sua schiena al tuo petto. Metti le tue mani sotto le sue ultime costole e spingi sulla sua pancia per 5 volte.

Controlla se vedi nella bocca del cane o del gatto cosa non gli permetteva di respirare. Toglilo e dagli ossigeno con la tua bocca come visto poco più in su nel testo.

Avvelenamento

Il cane e il gatto possono sentirsi male per ingestione involontaria di sostanze tossiche o perché hanno mangiato un’erba che gli ha fatto male.

Capire cos’ha ingerito il cane o il gatto è molto importante. Infatti a seconda della sostanza, tentare di farlo vomitare potrebbe essere controproducente e aumentare il trauma a carico della gola, esofago e stomaco.

Mostra ai soccorritori veterinari l’erba o la sostanza ingerita per sbaglio, sarà d’aiuto al veterinario per dargli il farmaco giusto.

Ora sai come comportarti in caso di emergenza.

Facci sapere nei commenti se nella tua città è presente il servizio di emergenza veterinaria, sarà d’aiuto per chi come te ha un cane o un gatto.

Quanto beve un gatto in un giorno?

Quanto beve un gatto in un giorno?

Dati e idee per farlo bere

Sai quanto deve bere un gatto durante il giorno? Te lo dico io.

Un micio cambia la quantità di acqua ingerita durante il giorno in base a tanti fattori:

  • peso
  • stagione
  • fase di vita che sta affrontando
  • alimentazione
  • movimento
  • patologie

In linea generale diciamo che un gatto ha bisogno di bere 50/60ml di acqua per ogni chilogrammo del suo peso. Quindi, se il tuo micione pesa 5kg, dovrà bere tra i 250/300ml di acqua.

Da questi punti è chiaro che un gatto che pesa 3kg avrà bisogno di un apporto idrico differente rispetto a un gatto che ne pesa 6.

Lo stesso vale per un gatto cucciolo e uno anziano, oppure dal fatto che sia estate o inverno, in questo caso è normale che durante la canicola estiva desideri di più bere dell’acqua rispetto alle giornate gelide.

Rincorrerlo ogni giorno con una caraffa graduata per assicurarti che beva a sufficienza per la sua salute non è una grande idea, me ne rendo conto. Ad ogni modo non ti preoccupare perché il gatto riesce a trovare buona parte dei liquidi di cui ha bisogno il suo organismo anche nell’alimentazione.

Cibo umido o cibo secco

Il cibo umido, lo dice la parola stessa, al suo interno ha una quantità di acqua che lo rende morbido. Nei prodotti per i gatti che trovi nell’e-commerce ogni scatoletta ha una percentuale di umidità in media dell’80%.

Cosa vuol dire? Che il cibo umido è da preferire rispetto alle crocchette che di solito contengono solo l’8% di umidità.

Col cibo umido i gatti riescono ad avere buona parte dell’acqua di cui hanno bisogno ma questo non deve esonerarti dal lasciargli una ciotola di acqua fresca o comunque una fonte di acqua pulita solo per lui.

È ovvio che un gatto che si nutre solo di crocchette avrà più bisogno di bere perché è un alimento che di per sé gli farà venire sete.

C’è chi mischia le due consistenze per offrire al gatto un gusto più croccante e non solo morbido. Però fai attenzione visto che entrambi gli alimenti, presi singolarmente, hanno al loro interno già le giuste proporzioni delle calorie e delle proteine, fibre e carboidrati di cui un gatto ha bisogno. Quindi non esagerare col mix.

Il gatto può bere troppo?

Sì, e lo devi tenere d’occhio se lo fa. I gatti che tendono a bere molto e di conseguenza a fare tanta pipì, durante il giorno, senza un’apparente ragione potrebbero nascondere un problema di salute.

In questo caso contatta il veterinario per fare un check-up al tuo gatto.

Potrebbe avere una classica cistite, il diabete o problemi renali.
Il gatto come tutti gli esseri viventi deve bere la giusta quantità di acqua per il suo benessere fisico e per far lavorare bene tutto il suo organismo.

Come faccio a farlo bere?

Alcuni suggerimenti per non far mancare l’acqua al tuo gatto:

  • Lascia la ciotola dell’acqua in un punto lontano da quella che utilizzi per il cibo.
  • Posizionala all’ombra in estate e al riparo da pioggia, neve e ghiaccio d’inverno.
  • Ci sono gatti che insistono col bere dall’annaffiatoio e mai dalla ciotola. Assicurati che l’acqua al suo interno sia sempre nuova e non stantia.
  • Pulisci la ciotola dell’acqua ogni giorno, i gatti sanno essere molto schizzinosi.
  • Regalagli una fontanella d’acqua, l’acqua corrente spinge il gatto a dissetarsi più spesso.

Il tuo gatto beve poco, molto o il giusto?

Come riconoscere pulci e zecche nel cane e nel gatto

Come riconoscere pulci e zecche nel cane e nel gatto

Cosa fare e come prevenire i parassiti

Io odio i parassiti.
Si attaccano, succhiano l’anima, vivono a spese degli altri fregandosene di tutto e tutti. Proprio come fanno le zecche e le pulci sul cane e sul gatto.

Il mio cane e il mio gatto hanno le pulci o le zecche?

Il primo metodo per capire se il cane ha le pulci o le zecche è quello di osservare il tuo animale. Questi parassiti tendono a nascondersi in tutto il corpo e nelle zone caldo-umide: collo, interno delle cosce, inguine, coda, zona perianale e genitale, pancia, ascelle, orecchie.

Come capisco se ha le zecche

Se vedi come delle semi palline nere che si muovono con lentezza tra i peli del tuo cane, hai davanti le zecche.

Nei cani con il pelo nero sono più difficili da individuare ma se sposti i peli, le noterai attaccate alla sua cute mentre gli succhiano il sangue e diventano dei mini serbatoi ematici.

Le zecche sono dei parassiti che possono trasmettere delle malattie molto pericolose per il tuo cane. Si attaccano con meno frequenza nei gatti.

Come capisco se ha le pulci

Le pulci sono parassiti che non fanno distinzione. Qualunque tipo di animale a sangue caldo va bene, compresi cane e gatto.

Il primo segno che dovrebbe farti venire il sospetto che il cane e il gatto abbiano le pulci è il prurito.

Quando non smettono di grattarsi, hanno dei puntini rossi e un qualcosa nero di 2mm che salta, bingo! Vuol dire che cane e gatto hanno vinto le pulci.

Veterinario

Contatta il veterinario per una visita di controllo oppure se trovi un cane e gatto abbandonato infestato da pulci e zecche.

Con tutta probabilità il medico, ti consiglierà uno dei tanti prodotti presenti in commercio per combattere pulci e zecche in base alla taglia del cane o del gatto, al peso e al loro stato di salute in generale.

Eliminare i parassiti è un atto d’amore verso la loro salute e la tua visto che possono attaccare l’uomo e trasmettergli delle infezioni a volte mortali.

I prodotti più utilizzati sono:

  • collari: hanno un’azione di alcuni mesi.
  • pipette spot-on: la loro durata è di alcune settimane.
  • shampoo: il suo potere protettivo si esaurisce dopo 5-8 giorni.
  • lozioni: è uno spray preventivo con una durata limitata a 48h, da utilizzare quando il cane e il gatto frequentano un nuovo parco, una campagna mai vista.
  • olio di Neem (da solo o in combo con uno di questi trattamenti. Chiedi il parere al veterinario)

Certi prodotti funzionano anche contro zanzare e pappataci. Non sempre funzionano nella prevenzione delle punture di api e vespe.

Prevenzione di pulci e zecche

L’attacco di pulci e zecche su cane e gatto si può prevenire? Sì.

Appena arriva la bella stagione, oltre a iniziare a trattare il tuo cane e il tuo gatto con i prodotti specifici, pulisci e lava bene l’interno della cuccia che ha in giardino o dentro casa.

In primavera e in estate, lava e disinfetta in maniera accurata il suo cuscino, i giochi in stoffa, lenzuola, coperte e tutto ciò che il tuo amico a quattro zampe ha a disposizione.

Tu usi una particolare tecnica per tenere lontane pulci e zecche o per scovarle?

Puntura d’ape o vespa nel cane:cosa fare?

Puntura d’ape o vespa nel cane:cosa fare?

Cosa potrebbe succedere e come reagire

Api e vespe possono pungere anche il cane. A seconda del punto in cui infilano il pungiglione, il cane, oltre a sentire dolore, potrebbe avere delle reazioni molto pericolose per la sua salute.

L’ape ha un pungiglione diverso da quello della vespa. Al momento della puntura il dolore sarà minore rispetto al suo simile, ma il pungiglione sarà più difficile da estrarre perché uncinato alla punta. È importante rimuoverlo visto che anche se si stacca dall’ape, continuerà a iniettare il veleno.

La vespa invece ha un pungiglione a punta, come se fosse l’ago di una siringa, e non si stacca. Quindi fino a quanto la vespa resta sul cane avrà tutto il tempo di iniettare il suo veleno.

Dove è stato punto il cane dall’ape o dalla vespa?

Capire in quale punto il cane viene punto è importante per valutare se la sua salute è in pericolo.

Sulla zampa

La puntura di ape o vespa nella zampa del cane di solito arriva quando lui o lei si ostina a volerci giocare assieme.

Potresti sentire il cane guaire e vederlo zoppicare. Se si lecca la zampa per trovare sollievo, controlla dov’è il pungiglione.

È ancora attaccato? Prova a rimuoverlo con una pinzetta.

Di solito le punture nelle zampe non dovrebbero essere pericolose. Scrivo al condizionale perché ogni cane è diverso. Non lasciarlo da solo per qualche ora. In questo modo controllerai il suo stato di salute. Se la situazione degenera, portalo subito dal veterinario o chiamalo.

Sul labbro, zona esterna

Il cane che viene punto nella parte esterna delle labbra sentirà dolore, avrà la parte gonfia ma non ci saranno altre complicazioni a meno che non sia allergico alle punture di api e vespe.

Tampona la parte con cotone imbevuto di acqua e aceto e mettigli del ghiaccio per attenuare il gonfiore. Se preferisci, contatta il veterinario per capire se puoi fare altro o a quali sintomi stare attento.

Sul muso

Il dolore della puntura della vespa e dell’ape sul muso è più acuto rispetto a una puntura sulla zampa o sulla zona esterna delle labbra. Le probabilità che il cane venga intossicato dal veleno degli insetti è molto più alta.

Per questo se ti accorgi che è stato punto in questa zona cerca di togliere il pungiglione senza farlo spezzare e portalo subito dal veterinario. Potrebbe sopraggiungere uno shock anafilattico o delle convulsioni.

Sul naso o dentro la bocca

Sono le zone più pericolose per la sua salute del tuo cane. Una puntura di ape o vespa qui, vuol dire mettere a rischio la sua vita. Il cane potrebbe avere delle crisi respiratorie o degli edemi polmonari che non gli consentono più di respirare e di far battere in modo corretto il cuore.

Ci sono stati casi in cui gli insetti hanno punto dall’interno e invece che uscire sono andati verso gli organi interni pungendoli. Chiama il veterinario o porta il cane in ambulatorio o alla clinica, è un caso di massima urgenza.

Come reagisce il cane dopo una puntura di un’ape o vespa?

Le reazioni possono essere varie:

  • fastidio e dolore momentaneo
  • inapettenza, vomito
  • febbre, crisi epilettiche, shock anafilattico
  • crisi respiratoria
  • morte

Come si curano le punture di api o vespe

Il tipo di cura per il tuo cane per le punture di vespe o api, varia in base alla gravità della situazione. Se è stato punto sulla zampa o vicino al labbro e oltre al dolore e al gonfiore della parte non ci sono altri sintomi, un po’ di ghiaccio, un qualcosa di locale da mettere sulla puntura lo farà tornare come nuovo.

Ma se invece il cane si è sentito male o è peggiorato dopo un’apparente normalità, meno tempo passa da quando succede a quando lo vede il suo medico, meno saranno i rischi di complicanze.

In ogni caso sarà il veterinario a prescrivere una terapia adeguata.

Lo so, non è facile vedere il proprio cane stare male. Cerca di mantenere la lucidità e il sangue freddo se ti dovessi trovare in questa situazione.