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Come calcolare il numero delle passeggiate del cane

Come calcolare il numero delle passeggiate del cane

I fattori che influenzano le sue passeggiate

Non c’è un tempo standard che va bene per tutti cani quando si tratta della passeggiata giornaliera. Ciascuno ha le proprie esigenze. Puoi capire davvero di quante passeggiate il cane ha bisogno portandolo in giro e giocandoci tutti i giorni con un occhio sull’orologio.

Per chi invece non riesce a viversi il momento e ha bisogno di avere dei dati su cui basarsi, vediamo quali sono i fattori fondamentali da tenere a mente quando si porta il cane a fare una passeggiata.

Età e razza

Quanti anni ha il tuo cane? È un cucciolo di 6 mesi, un adulto, un cane anziano o un cane con delle patologie? Taglia piccola, media o grande?

Cucciolo

Te lo chiedo perché un cucciolo di cane avrà molta più energia per giocare e passeggiare con te all’aria aperta. Però non devi dimenticare di calcolare ogni quanto è bene che esca fuori casa per fare i suoi bisogni in base alle esigenze della sua tenera età.

Infatti alcuni proprietari preferiscono insegnare fin dai primi mesi al proprio cane a fare i bisogni al momento della passeggiata.

Un cucciolo di cane, nei primi tempi, dovrà uscire più spesso dato che pipì e cacca con tutta probabilità gli scapperanno da appena sveglio, dopo mangiato e dopo aver bevuto tanto.

Quindi dovrai essere molto paziente. Vedrai che col tempo le tempistiche si diraderanno. Se il tuo cane non è abituato ad avere una sua zona con la lettiera in casa, non sgridarlo se non trattiene fino a quando non siete fuori, specie se è cucciolo. Sta ancora imparando.

Prima di portarlo fuori per la sua prima passeggiata, chiedi al veterinario se puoi farlo o se deve aver completato le vaccinazioni.

Adulto o anziano

Un cane adulto avrà bisogno di uscire tra le 2 e le 3 volte al giorno. Però qua potrebbero entrare in gioco le variabili razza e stato di salute generale.

Infatti ci sono razze che amano seguirti quando fai le escursioni con il tuo gruppo di nordickwalking, trekking. Adorano persino seguirti nei tuoi allenamenti quotidiani di corsa.

Altre razze invece, simulano una passeggiata sbadigliando e muovendo una zampa sul pavimento come a volerti dire:”proprietario mi sto muovendo, non vedo perché dobbiamo uscire”. Al massimo reggeranno il tempo di una pipì e rientrare a casa per poi lanciarsi sul cuscino fino all’indomani.

T e T: Taglia e tempo

A un cane di taglia piccola basterà una passeggiata giornaliera di 20-30minuti. Un taglia media avrà bisogno di sgranchirsi le zampe almeno 2 volte al giorno per mezzoretta. Mentre un cane di taglia grande potrebbe voler uscire anche 3 volte con sessioni da 30-45minuti l’una.

Perché al cane fa bene passeggiare?

Il cane è un animale curioso. Gli piace odorare l’aria e sentire profumi diversi dai soliti.

Le passeggiate tengono alto il tono del suo umore e lo rilasseranno, l’aiuteranno anche a tenere la muscolatura tonica quando ormai sarà avanti con gli anni e non avrà più voglia di saltare o correre per riprendere il bastoncino.

A meno che il veterinario non ti indichi che per il suo stato di salute è meglio non farlo muovere in eccesso, una passeggiata non può che fargli bene.

I cani anziani possono andare incontro a delle patologie. Vedi la passeggiata come una medicina gratuita. Li aiuterà a perdere quei liquidi in eccesso che andrebbero a depositarsi e a fargli acquistare peso impedendogli di muoversi come vorrebbe.

La passeggiata deve essere costante tutto l’anno. D’inverno nelle ore più tiepide e d’estate in quelle più fresche. Il freddo invernale non è una buona scusa per non farla visto che il movimento riscalderà entrambi.

Ci vuole allenamento

Hai presente quando decidi di andare a correre? Non puoi fare un’ora dal primo giorno, rischieresti di farti male. Lo stesso vale per il tuo cane.

Se è un cane in salute, mettigli il collare da passeggiata, prendi il suo guinzaglio preferito e iniziate le passeggiate con un primo obiettivo di 15minuti. Provate così per 2 giorni o per 2 passeggiate.

Noti che il cane tollera bene questi minuti? Bene. Incrementa di altri 5 minuti fino ad arrivare a una soglia dove il cane sarà soddisfatto ma non stremato. Se vi annoiate a camminare per mezz’ora di fila potete alternare con qualche seduta di gioco o di lancio del frisbee.

Osserva il cane

Noti che il cane zoppica mentre state passeggiando? Forse avete esagerato. Se ti è possibile mettilo nello zainetto e rientrate a casa. In caso la sua stazza non lo permetta, fate una pausa, uno spuntino con uno snack e dell’acqua.

Ora non resta che fare dietrofront. Vi siete guadagnati l’ozio per il resto della giornata.

Al tuo cane piace passeggiare o si nasconde appena prendi il guinzaglio?

Primo soccorso animali domestici: cosa puoi fare

Primo soccorso animali domestici: cosa puoi fare

Come comportarti in caso di emergenza

Sai come comportarti se il tuo cane o il tuo gatto si sentono male all’improvviso?

Se vivi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Lazio, Abruzzo, Sardegna puoi usufruire del servizio di primo soccorso dell’ambulanza veterinaria.

Sono sempre più i giornali che riportano le notizie di regioni e città, come Mestre e Varese, che in questi ultimi anni e mesi hanno inaugurato il servizio di emergenza veterinaria per gli animali domestici e selvatici.

Grazie ai numerosi volontari, le emergenze si possono affrontare 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Un’ottima notizia per chi vive solo e non può portare il proprio animale dal veterinario per un’urgenza o trova un animale ferito per strada.

Cosa dico quando chiamo i soccorsi?

Prestare soccorso a un animale non è mai facile perché le emozioni che si susseguono sono tante. Cerca di mantenere la calma e di essere preciso nel dare le informazioni al servizio di emergenza veterinaria che hai contattato.

Ciò che riferirai permetterà ai medici veterinari di agire tempestivamente una volta sul posto o di guidarti passo per passo fino a quando loro non saranno arrivati.

Ecco cosa riferire

  • L’animale respira, senti il cuore battere, è svenuto?
  • Respira con difficoltà, il cuore batte in maniera strana?
  • Le pupille sono fisse o si aprono/chiudono se ci arriva la luce?
  • Ha una ferita e in quale punto del corpo
  • Perde sangue da bocca, dal canale delle urine o delle feci
  • Ha le gengive di colore bluastro?
  • Ha mangiato, toccato qualcosa prima che si sentisse male?

Cosa fare in caso di emergenza

Le emergenze più comuni in cui tu e il tuo cane o gatto vi potete trovare sono: l’arresto cardiaco, ingestione accidentale di un qualcosa che non lo fa respirare bene, ferite e avvelenamento da sostanze o piante tossiche.

Arresto cardiaco – RCP

L’acronimo RCP sta per Rianimazione CardioPolmonare. È una manovra suddivisa in due passaggi che potresti dover fare in 2 occasioni:

1. il tuo animale domestico non respira.
2. l’animale domestico non ha battito cardiaco e non riesce a respirare da solo.

Non respira

Stendi il cane o il gatto sul fianco destro. Per capire se il cane o il gatto respira:

  • Controlla se ha qualcosa nella bocca e che puoi togliere con certezza con un dito.
  • Poggia la mano sul suo torace e osserva se si alza e abbassa. Tieni il conto di quante volte accade, in modo da riferirlo a chi presterà soccorso.
  • Avvicina il tuo viso o la mano al suo muso e senti se esce l’aria.
  • Hai degli occhiali? Avvicinali, se NON si appannano, vuol dire che non sta respirando.

Se il cane è di piccola taglia e non respira, dovrai dargli tu l’ossigeno nel naso tenendogli chiusa la bocca con delicatezza. Inspira e avvicinati al suo muso espellendo aria dalla tua bocca. Questa tecnica funziona anche con il gatto.

Se il cane è di taglia media, farai la stessa manovra ma dando aria solo al suo naso.

Appena vedi il torace alzarsi, smetti di soffiare, fallo abbassare e soffia di nuovo.

Attenzione: se l’animale non respira ma ha il battito NON fare le compressioni.

Non c’è battito cardiaco

Il cane deve essere sempre sul fianco destro. Per capire se il cuore batte:

  • avvicina il tuo orecchio al suo torace
  • cerca l’arteria femorale all’interno della sua coscia posteriore con il tuo indice e medio

Non senti battito? Inizia 10 – 15 compressioni dopo avergli dato aria per 3-5 volte, dopo sarà una ogni 10 – 15 compressioni.

Nei cani di taglia piccola fai 10 compressioni e 1 insufflazione d’aria

Nei cani di taglia media – grande fai 15 compressioni e 1 insufflazione d’aria
Il punto esatto su cui fare le compressioni si trova dove la zampa anteriore si collega con il petto del cane o del gatto.

Se il cane è di piccola taglia le compressioni andranno fatte su di una porzione del suo corpo tra l’1 e i 2,5cm, quindi uno o due dita che comprimono.

Nei cani di taglia media puoi ampliare il margine delle dita fino a lavorare con entrambi i palmi delle tue mani uno sopra l’altro nei cani di taglia grande.

Controlla con cadenza se il cuore del cane o del gatto, riprende a battere e se respira da solo.

Continua alternando compressioni e aria fino a quando non arriva l’ambulanza veterinaria.

Vie aeree bloccate

Perché il cane o il gatto non respira o lo fa con difficoltà?

Apri la sua bocca e controlla se ha ingoiato qualcosa che non fa passare l’aria. Puoi toglierlo col tuo dito facendo attenzione a non spingerlo più in fondo!

Prova a farglielo espellere con la manovra di Heimlich. Prendi il cane o il gatto e appoggia la sua schiena al tuo petto. Metti le tue mani sotto le sue ultime costole e spingi sulla sua pancia per 5 volte.

Controlla se vedi nella bocca del cane o del gatto cosa non gli permetteva di respirare. Toglilo e dagli ossigeno con la tua bocca come visto poco più in su nel testo.

Avvelenamento

Il cane e il gatto possono sentirsi male per ingestione involontaria di sostanze tossiche o perché hanno mangiato un’erba che gli ha fatto male.

Capire cos’ha ingerito il cane o il gatto è molto importante. Infatti a seconda della sostanza, tentare di farlo vomitare potrebbe essere controproducente e aumentare il trauma a carico della gola, esofago e stomaco.

Mostra ai soccorritori veterinari l’erba o la sostanza ingerita per sbaglio, sarà d’aiuto al veterinario per dargli il farmaco giusto.

Ora sai come comportarti in caso di emergenza.

Facci sapere nei commenti se nella tua città è presente il servizio di emergenza veterinaria, sarà d’aiuto per chi come te ha un cane o un gatto.

Quanto beve un gatto in un giorno?

Quanto beve un gatto in un giorno?

Dati e idee per farlo bere

Sai quanto deve bere un gatto durante il giorno? Te lo dico io.

Un micio cambia la quantità di acqua ingerita durante il giorno in base a tanti fattori:

  • peso
  • stagione
  • fase di vita che sta affrontando
  • alimentazione
  • movimento
  • patologie

In linea generale diciamo che un gatto ha bisogno di bere 50/60ml di acqua per ogni chilogrammo del suo peso. Quindi, se il tuo micione pesa 5kg, dovrà bere tra i 250/300ml di acqua.

Da questi punti è chiaro che un gatto che pesa 3kg avrà bisogno di un apporto idrico differente rispetto a un gatto che ne pesa 6.

Lo stesso vale per un gatto cucciolo e uno anziano, oppure dal fatto che sia estate o inverno, in questo caso è normale che durante la canicola estiva desideri di più bere dell’acqua rispetto alle giornate gelide.

Rincorrerlo ogni giorno con una caraffa graduata per assicurarti che beva a sufficienza per la sua salute non è una grande idea, me ne rendo conto. Ad ogni modo non ti preoccupare perché il gatto riesce a trovare buona parte dei liquidi di cui ha bisogno il suo organismo anche nell’alimentazione.

Cibo umido o cibo secco

Il cibo umido, lo dice la parola stessa, al suo interno ha una quantità di acqua che lo rende morbido. Nei prodotti per i gatti che trovi nell’e-commerce ogni scatoletta ha una percentuale di umidità in media dell’80%.

Cosa vuol dire? Che il cibo umido è da preferire rispetto alle crocchette che di solito contengono solo l’8% di umidità.

Col cibo umido i gatti riescono ad avere buona parte dell’acqua di cui hanno bisogno ma questo non deve esonerarti dal lasciargli una ciotola di acqua fresca o comunque una fonte di acqua pulita solo per lui.

È ovvio che un gatto che si nutre solo di crocchette avrà più bisogno di bere perché è un alimento che di per sé gli farà venire sete.

C’è chi mischia le due consistenze per offrire al gatto un gusto più croccante e non solo morbido. Però fai attenzione visto che entrambi gli alimenti, presi singolarmente, hanno al loro interno già le giuste proporzioni delle calorie e delle proteine, fibre e carboidrati di cui un gatto ha bisogno. Quindi non esagerare col mix.

Il gatto può bere troppo?

Sì, e lo devi tenere d’occhio se lo fa. I gatti che tendono a bere molto e di conseguenza a fare tanta pipì, durante il giorno, senza un’apparente ragione potrebbero nascondere un problema di salute.

In questo caso contatta il veterinario per fare un check-up al tuo gatto.

Potrebbe avere una classica cistite, il diabete o problemi renali.
Il gatto come tutti gli esseri viventi deve bere la giusta quantità di acqua per il suo benessere fisico e per far lavorare bene tutto il suo organismo.

Come faccio a farlo bere?

Alcuni suggerimenti per non far mancare l’acqua al tuo gatto:

  • Lascia la ciotola dell’acqua in un punto lontano da quella che utilizzi per il cibo.
  • Posizionala all’ombra in estate e al riparo da pioggia, neve e ghiaccio d’inverno.
  • Ci sono gatti che insistono col bere dall’annaffiatoio e mai dalla ciotola. Assicurati che l’acqua al suo interno sia sempre nuova e non stantia.
  • Pulisci la ciotola dell’acqua ogni giorno, i gatti sanno essere molto schizzinosi.
  • Regalagli una fontanella d’acqua, l’acqua corrente spinge il gatto a dissetarsi più spesso.

Il tuo gatto beve poco, molto o il giusto?

Come riconoscere pulci e zecche nel cane e nel gatto

Come riconoscere pulci e zecche nel cane e nel gatto

Cosa fare e come prevenire i parassiti

Io odio i parassiti.
Si attaccano, succhiano l’anima, vivono a spese degli altri fregandosene di tutto e tutti. Proprio come fanno le zecche e le pulci sul cane e sul gatto.

Il mio cane e il mio gatto hanno le pulci o le zecche?

Il primo metodo per capire se il cane ha le pulci o le zecche è quello di osservare il tuo animale. Questi parassiti tendono a nascondersi in tutto il corpo e nelle zone caldo-umide: collo, interno delle cosce, inguine, coda, zona perianale e genitale, pancia, ascelle, orecchie.

Come capisco se ha le zecche

Se vedi come delle semi palline nere che si muovono con lentezza tra i peli del tuo cane, hai davanti le zecche.

Nei cani con il pelo nero sono più difficili da individuare ma se sposti i peli, le noterai attaccate alla sua cute mentre gli succhiano il sangue e diventano dei mini serbatoi ematici.

Le zecche sono dei parassiti che possono trasmettere delle malattie molto pericolose per il tuo cane. Si attaccano con meno frequenza nei gatti.

Come capisco se ha le pulci

Le pulci sono parassiti che non fanno distinzione. Qualunque tipo di animale a sangue caldo va bene, compresi cane e gatto.

Il primo segno che dovrebbe farti venire il sospetto che il cane e il gatto abbiano le pulci è il prurito.

Quando non smettono di grattarsi, hanno dei puntini rossi e un qualcosa nero di 2mm che salta, bingo! Vuol dire che cane e gatto hanno vinto le pulci.

Veterinario

Contatta il veterinario per una visita di controllo oppure se trovi un cane e gatto abbandonato infestato da pulci e zecche.

Con tutta probabilità il medico, ti consiglierà uno dei tanti prodotti presenti in commercio per combattere pulci e zecche in base alla taglia del cane o del gatto, al peso e al loro stato di salute in generale.

Eliminare i parassiti è un atto d’amore verso la loro salute e la tua visto che possono attaccare l’uomo e trasmettergli delle infezioni a volte mortali.

I prodotti più utilizzati sono:

  • collari: hanno un’azione di alcuni mesi.
  • pipette spot-on: la loro durata è di alcune settimane.
  • shampoo: il suo potere protettivo si esaurisce dopo 5-8 giorni.
  • lozioni: è uno spray preventivo con una durata limitata a 48h, da utilizzare quando il cane e il gatto frequentano un nuovo parco, una campagna mai vista.
  • olio di Neem (da solo o in combo con uno di questi trattamenti. Chiedi il parere al veterinario)

Certi prodotti funzionano anche contro zanzare e pappataci. Non sempre funzionano nella prevenzione delle punture di api e vespe.

Prevenzione di pulci e zecche

L’attacco di pulci e zecche su cane e gatto si può prevenire? Sì.

Appena arriva la bella stagione, oltre a iniziare a trattare il tuo cane e il tuo gatto con i prodotti specifici, pulisci e lava bene l’interno della cuccia che ha in giardino o dentro casa.

In primavera e in estate, lava e disinfetta in maniera accurata il suo cuscino, i giochi in stoffa, lenzuola, coperte e tutto ciò che il tuo amico a quattro zampe ha a disposizione.

Tu usi una particolare tecnica per tenere lontane pulci e zecche o per scovarle?

Puntura d’ape o vespa nel cane:cosa fare?

Puntura d’ape o vespa nel cane:cosa fare?

Cosa potrebbe succedere e come reagire

Api e vespe possono pungere anche il cane. A seconda del punto in cui infilano il pungiglione, il cane, oltre a sentire dolore, potrebbe avere delle reazioni molto pericolose per la sua salute.

L’ape ha un pungiglione diverso da quello della vespa. Al momento della puntura il dolore sarà minore rispetto al suo simile, ma il pungiglione sarà più difficile da estrarre perché uncinato alla punta. È importante rimuoverlo visto che anche se si stacca dall’ape, continuerà a iniettare il veleno.

La vespa invece ha un pungiglione a punta, come se fosse l’ago di una siringa, e non si stacca. Quindi fino a quanto la vespa resta sul cane avrà tutto il tempo di iniettare il suo veleno.

Dove è stato punto il cane dall’ape o dalla vespa?

Capire in quale punto il cane viene punto è importante per valutare se la sua salute è in pericolo.

Sulla zampa

La puntura di ape o vespa nella zampa del cane di solito arriva quando lui o lei si ostina a volerci giocare assieme.

Potresti sentire il cane guaire e vederlo zoppicare. Se si lecca la zampa per trovare sollievo, controlla dov’è il pungiglione.

È ancora attaccato? Prova a rimuoverlo con una pinzetta.

Di solito le punture nelle zampe non dovrebbero essere pericolose. Scrivo al condizionale perché ogni cane è diverso. Non lasciarlo da solo per qualche ora. In questo modo controllerai il suo stato di salute. Se la situazione degenera, portalo subito dal veterinario o chiamalo.

Sul labbro, zona esterna

Il cane che viene punto nella parte esterna delle labbra sentirà dolore, avrà la parte gonfia ma non ci saranno altre complicazioni a meno che non sia allergico alle punture di api e vespe.

Tampona la parte con cotone imbevuto di acqua e aceto e mettigli del ghiaccio per attenuare il gonfiore. Se preferisci, contatta il veterinario per capire se puoi fare altro o a quali sintomi stare attento.

Sul muso

Il dolore della puntura della vespa e dell’ape sul muso è più acuto rispetto a una puntura sulla zampa o sulla zona esterna delle labbra. Le probabilità che il cane venga intossicato dal veleno degli insetti è molto più alta.

Per questo se ti accorgi che è stato punto in questa zona cerca di togliere il pungiglione senza farlo spezzare e portalo subito dal veterinario. Potrebbe sopraggiungere uno shock anafilattico o delle convulsioni.

Sul naso o dentro la bocca

Sono le zone più pericolose per la sua salute del tuo cane. Una puntura di ape o vespa qui, vuol dire mettere a rischio la sua vita. Il cane potrebbe avere delle crisi respiratorie o degli edemi polmonari che non gli consentono più di respirare e di far battere in modo corretto il cuore.

Ci sono stati casi in cui gli insetti hanno punto dall’interno e invece che uscire sono andati verso gli organi interni pungendoli. Chiama il veterinario o porta il cane in ambulatorio o alla clinica, è un caso di massima urgenza.

Come reagisce il cane dopo una puntura di un’ape o vespa?

Le reazioni possono essere varie:

  • fastidio e dolore momentaneo
  • inapettenza, vomito
  • febbre, crisi epilettiche, shock anafilattico
  • crisi respiratoria
  • morte

Come si curano le punture di api o vespe

Il tipo di cura per il tuo cane per le punture di vespe o api, varia in base alla gravità della situazione. Se è stato punto sulla zampa o vicino al labbro e oltre al dolore e al gonfiore della parte non ci sono altri sintomi, un po’ di ghiaccio, un qualcosa di locale da mettere sulla puntura lo farà tornare come nuovo.

Ma se invece il cane si è sentito male o è peggiorato dopo un’apparente normalità, meno tempo passa da quando succede a quando lo vede il suo medico, meno saranno i rischi di complicanze.

In ogni caso sarà il veterinario a prescrivere una terapia adeguata.

Lo so, non è facile vedere il proprio cane stare male. Cerca di mantenere la lucidità e il sangue freddo se ti dovessi trovare in questa situazione.

Alimentazione di cane e gatto: quanto sono importanti gli omega 3 e 6?

Alimentazione di cane e gatto: quanto sono importanti gli omega 3 e 6?

L’importanza dell’equilibrio di omega 3 e 6 nel cane e nel gatto

Gli omega 3 e gli omega 6 sono degli acidi grassi insaturi utili per l’essere umano ma anche per il benessere di cane e gatto in ogni fase della loro crescita. Gli omega 3 e gli omega 6 vengono, attraverso l’alimentazione, assimilati e metabolizzati da ciascun peloso in maniera differente grazie al cibo umido e secco.

Omega 3 e 6 essenziali

I grassi insaturi omega 3 e omega 6 sono essenziali per garantire il corretto funzionamento dell’organismo del cane e del gatto. Non sono in grado di produrli da soli ma devono integrarli con l’alimentazione.

Esistono tanti tipi di omega 3 e omega 6 e la tipologia varia da cane e gatto. Non si va in farmacia a prendere un barattolo di omega 3 e omega 6 da mettere nella loro ciotola solo perché si è sentito dire che fanno bene alla loro salute.

Ci sono fasi della vita del cane e del gatto come una gravidanza, l’allattamento, le prime settimane di vita, la sterilizzazione in cui cane e gatto hanno bisogno di omega 3 e omega 6 specifici ed essenziali per questi momenti ma non per il resto della vita.

Sarà sempre il veterinario, in caso, a consigliarti la tipologia e in quali quantità dare uno o l’altro all’animale.

Gli omega 3

Gli omega 3 sono EPA, DHA, ALA. Ciascuno di essi lavora affinché la salute del cane e del gatto resti ottima.

Queste sostanze hanno una funzione antiinfiammatoria per patologie autoimmuni delle articolazioni, della cute e del pelo di cane e gatto e del loro intestino.

Abbassano il colesterolo chiamato cattivo e favoriscono la formazione di quello buono.

Gli omega 3 fanno una lavoro minuzioso su tutta la struttura cellulare del sistema nervoso e del cervello di entrambi gli animali.

Carenza di omega 3, i segni

Quando c’è carenza di omega 3 il pelo del cane e del gatto è spento, gli prude, hanno più dolori alle articolazioni, problemi alla vista e in alcuni casi possono persino stancarsi prima del previsto quando si muovono.

Gli omega 6

Dire omega 6 è un po’ riduttivo visto che è un insieme di altri 4 acidi che lavorano assieme per far salire la pressione sanguigna, tenere basso il colesterolo cattivo e per favorire l’infiammazione sana.

Ovvero quel tipo di infiammazione che protegge la parte e dice al sistema immunitario e a tutto l’organismo qui c’è qualcosa che non va, dobbiamo metterci al lavoro.

Te lo spiego con un esempio

Quando il cane o il gatto si tagliano, la parte si infiamma. In questo caso è un’infiammazione sana perché consente al sangue di affluire più copioso per portare in quel punto specifico sostanze come le piastrine che servono per cicatrizzare il punto e globuli bianchi per tenere a bada i batteri.

La cute del cane o del gatto avrà bisogno di sostanze per rigenerarsi e guarire, ed ecco che gli omega 6 favoriscono questa funzione. Quando un’infiammazione diventa patologica o deriva da una patologia il discorso cambia.

Cosa comporta la carenza di omega 6 nel cane e nel gatto?

Sembrerà strano ma il cane e il gatto possono avere una carenza di omega 3 ma non di omega 6.

La carne di cui si cibano questi due animali domestici ha al suo interno gli omega 6 perché il manzo presente nel cibo umido ha mangiato prodotti come cereali che hanno un buon dosaggio di questa sostanza e in più pascolano anche all’aperto nutrendosi con ciò che offre madre natura.

Omega 3 e omega 6, ci vuole equilibrio

Queste due sostanze lavorano dentro l’organismo del cane e del gatto in un modo che può sembrare contrastante. Infatti se una prevale sull’altra, il loro effetto benefico si annulla.

Ecco perché è importante mantenere un buon equilibrio affinché tutte le funzioni dell’organismo lavorino come se fossero degli ingranaggi ben oliati senza intoppi.

In questo caso sarà un esperto dell’alimentazione nel cane e nel gatto a suggerirti se è il caso di dare degli integratori agli animali, in quali dosi e per quanto tempo.

Come ho detto prima non basta prendere un integratore e metterlo nelle crocchette del cane o del gatto, oppure aggiungere un filo di olio di mais o di fegato di merluzzo nel cibo che prepari a casa per il cane e per il gatto solo perché l’hai letto in internet.

Ci vuole sempre il parere del veterinario perché regolare questo equilibrio nell’alimentazione non è semplice.

Riso soffiato per cani: fa bene o fa male?

Riso soffiato per cani: fa bene o fa male?

Scopri come utilizzare questo carboidrato

Tu cosa ne pensi del riso soffiato per cani? Questo ingrediente divide le persone che preparano la pappa casalinga per il proprio cane. C’è chi lo adora e chi lo ritiene un qualcosa di inutile. Capiamo cos’è il riso soffiato e se è utile al tuo amico con la coda sempre in movimento.

Cos’è il riso soffiato

Il riso soffiato per diventare leggero e poroso e aumentare il suo volume, viene schiacciato con una forte pressione.

Perché è utile al mio cane?

Nella dieta del tuo cane ci devono essere in prevalenza le proteine che derivano dalla carne e dal pesce, per avere muscoli forti, sani e le energie per muoversi. Poi a seguire i carboidrati e le fibre.

Il sistema digerente del cane non è strutturato per digerire e metabolizzare i carboidrati complessi come facciamo noi umani. Il riso soffiato è una soluzione che gli permette di introdurre dei carboidrati nella sua dieta, ma con moderazione dato che non devono superare la percentuale delle proteine.

I vantaggi del riso soffiato

Rispetto a pasta e pane, il riso soffiato ha il potere di saziare il cane con un certo anticipo rispetto a pane e pasta, perché occupa più spazio. Inoltre, il riso soffiato è più facile da digerire.

Ogni quanto dare i carboidrati

Il cane mangia 2 volte al giorno. Esclusi gli snack extra se è stato bravo in qualcosa. Nella sua ciotola per ogni pasto ci saranno proteine, carboidrati e fibre. In quali dosi? Il cane deve mangiare una quantità pari al 3% del suo peso totale.

Faccio un esempio. Il tuo cane pesa 10kg. Mangerà 300gr. di cibo diviso in 150gr. a pasto.

75Gr saranno proteine (agnello, pollo, cinghiale, pesce, uova). Gli altri 75gr saranno metà carboidrati, ovvero riso soffiato; e metà fibre ad esempio carote, zucchine, piselli o frutta. Se metti patate, riduci la quantità di riso soffiato visto che le patate sono carboidrati.

Non dimenticare che in ogni caso la quantità di carboidrati varia anche in base alla fascia d’età in cui si trova il cane, alla sua taglia, se è attivo e si muove tutto il giorno o se il massimo del suo movimento è spostare il suo cuscino sul raggio di sole in casa o in giardino, per addormentarsi non appena lo raggiunge.

Cambia se ha problemi di salute o all’apparato digerente, e qui il parere del veterinario è legge.

Come dargli il riso soffiato

Ci sono due modi: a secco o ammorbidito nell’acqua.
Il primo è elementare. Lo prendi dalla busta e lo versi nella sua ciotola con il resto del pasto.

Il secondo ha un passaggio in più: bagnarlo con acqua tiepida o con il brodo dove hai cotto le verdure o la carne.

Il mio cane mangia solo crocchette, posso dargli il riso soffiato?

Non tutti hanno la fortuna e il tempo di poter preparare qualcosa con le proprie mani per il proprio amico a quattro zampe. In questo caso le crocchette o il cibo umido vengono in soccorso.

Quindi se il cane è abituato a mangiare con alimenti già pronti non aggiungere riso soffiato. Ogni confezione e/o porzione è già bilanciata con tutti i nutrienti di cui il cane ha bisogno. Aggiungendo riso soffiato andresti a dargli dei carboidrati inutili per il suo organismo, anzi lo farebbero ingrassare, e non è un bene.

Il tuo cane mangia riso soffiato o non gli piace? Scrivilo nei commenti.

Olio di Neem: un aiuto dalla natura contro i parassiti

Olio di Neem: un aiuto dalla natura contro i parassiti

Caratteristiche e impiego dell’olio di Neem

La primavera è arrivata. Proliferano parassiti, batteri e funghi che tentano di attaccare la cute e il pelo del cane e del gatto. Oltre all’utilizzo dei classici antiparassitari farmaceutici per proteggerli dalle loro punture, in commercio esiste un prodotto naturale: l’olio di Neem.

Cos’è l’olio di Neem

Da qualche tempo si fa un gran parlare dell’olio di Neem per proteggere il cane e il gatto dalle punture di insetti e parassiti nocivi (zanzare, mosche, zecche, pulci e pappatacci) per la loro salute.

L’olio di Neem è un olio essenziale naturale. Si ottiene dalla spremitura a freddo dei semi prodotti dall’albero Neem che si trova in India. È chiamato anche Azadirachta Indica.

In India l’albero viene considerato come una sorta di panacea per tutti i mali. Nel mondo occidentale il suo impiego è vario. Si è diffuso nel mondo della salute animale per proteggere il gatto e il cane dai parassiti e insetti in maniera del tutto naturale. Utile persino per far cicatrizzare piccole ferite. In tanti lo usano come cosmetico per lucidare il pelo.

L’ olio di Neem è impiegato anche in agricoltura per proteggere le piante, nella farmaceutica e cosmesi umana.

Come funziona l’olio di Neem

Vi sono varie scuole di pensiero sull’olio di Neem e la protezione da parassiti di cane e gatto.

Alcuni sostengono che l’olio, come antiparassitario naturale, funzioni benissimo da solo quando c’è solo un parassita da eliminare. Attenzione: uno di numero e tipologia.

Altri dicono che quando i parassiti sono tanti e lo stato di salute generale del cane o del gatto non è dei migliori, lo si può utilizzare come aggiunta all’antiparassitario classico prescritto dal veterinario.

Questo perché in caso di un attacco di più zanzare o altri parassiti, l’olio non è in grado di proteggere in maniera totale e autonoma da filaria e leishmaniosi.

Mentre l’azione combinata crea un vero e proprio scudo protettivo. Utile specie in caso di viaggi in zone dove le zanzare proliferano che è una bellezza.

Un’altra scuola di pensiero sostiene che l’olio di Neem è utile per lenire alcune infiammazioni della cute del cane e del gatto ma da solo non sarebbe in grado di contrastare un’infezione cutanea in corso.

Dato che con la salute di qualunque essere vivente non si scherza, è bene non fare di testa propria e sentire sempre il parere del veterinario. Valuterà caso per caso il prodotto migliore da utilizzare sulla cute e sul pelo del proprio cane o gatto.

Il principio attivo dell’olio di Neem

Il principio attivo dell’olio di neem è Acadiractina.

Come funziona?

L’acadiractina blocca la muta del parassita. Bloccando la muta i parassiti non avranno modo di riprodursi e di conseguenza, non ce ne saranno di nuovi che attaccheranno il cane e il gatto.

L’olio di Neem grazie al suo principio attivo, rende inappetenti i parassiti. Non avranno bisogno di attaccare l’animale per nutrirsi. Non ingerendo sostanze nutritive, non avranno la forza di riprodursi e depositare le uova sul cane e sul gatto.

Il suo tipico odore è un altro deterrente che tiene lontano i parassiti nocivi.

Oltre a tenere lontani i parassiti, l’olio di Neem idrata la cute rendendola più elastica e resistente dando persino maggiore lucidità al pelo del cane e del gatto.

Formati Olio di neem

In commercio l’olio di Neem si presenta sotto forma di: shampoo, collare, olio essenziale puro da diluire nell’acqua e poi nebulizzare, fialette spot-on.

Ciascuno di questi prodotti ha un raggio d’azione temporale ridotto rispetto ai classici antiparassitari. Affinché funzioni come si deve e garantisca una copertura protettiva, bisogna essere puntuali nel suo utilizzo.

Ad esempio una fiala spot-on di olio di neem, posizionata sul pelo dell’animale, ha una durata massima di una settimana, non di più.

Lo spray all’olio di Neem sul pelo del cane e del gatto durerà 24h e poi perderà il suo potere.

Alcuni trucchi

L’olio di Neem si può utilizzare non solo sul manto dei propri animali domestici a quattro zampe ma anche per debellare le uova dei parassiti in maniera naturale e atossica per l’uomo.

Si possono creare delle lozioni spray con 2-3 gocce di olio puro diluite nell’acqua tiepida. Si avrà un prodotto da spruzzare nelle coperte e cuscini utilizzati dal cane o nella cuccia morbida o cuscino del gatto.

Se in casa vi sono sotto vasi con acqua stagnante dove le zanzare depositano le proprie uova, alcune gocce di olio di Neem risolveranno il problema. In questo modo non verrà protetto solo il tuo animale domestico in maniera del tutto naturale ma anche tu. Nessuno in casa si gratterà più.

Utilizzi l’olio di Neem? Condividi con noi i tuoi trucchi!

Primavera: il cane può avere un’allergia?

Primavera: il cane può avere un’allergia?

Come riconoscere se il cane ha un’allergia primaverile

In questi giorni il tuo cane non fa altro che grattarsi il muso, il corpo e le zampe. E l’hai persino sentito tossire o starnutire. Ti ricordi che siamo in primavera e ti sorge un dubbio: sarà allergico a qualcosa? I cani possono esserlo? Sì.

Cos’è l’allergia?

L’allergia è il modo che ha il sistema immunitario di reagire quando un qualcosa di esterno, chiamato allergene, viene a contatto con l’organismo scatenando una reazione che può essere lieve o aggressiva. E questo accade sia nell’uomo che negli animali domestici come il cane.

I sintomi

Come le persone anche i cani, e persino i gatti, presentano dei sintomi tipici della reazione allergica che il suo organismo sta avendo per essere venuto a contatto con l’allergene. Quindi potresti notare:

  • prurito in tutto il corpo
  • perdita di pelo, zone del manto o cute lesionate dal grattare costante
  • respira con difficoltà
  • starnuti o tosse

Appena vedi che il cane non smette di grattarsi o uno di questi sintomi, contatta il veterinario.

Le cause

I motivi principali che fanno scattare l’allergia nel tuo cane possono essere legati alla primavera: pollini, piante o fiori che a contatto con il pelo fanno scattare una reazione. Pulci, zecche, punture di api, vespe, i bruchi che lo irritano con le lo zampette, acari della polvere. In alcuni casi il cane può essere persino allergico a ciò che mangia.

Come si cura?

In caso di reazione allergica, come detto poco più in alto, senti il medico del tuo cane. Durante la visita capirà a cosa è allergico il tuo cane e cosa fare per prevenire una reazione leggera o pericolosa per la sua salute.

In alcuni casi è possibile che gli faccia fare dei test allergologici cutanei non dolorosi o un prelievo di sangue. Servono per capire qual è l’antigene esatto che fa scattare la reazione allergica nel suo organismo. Così saprà quale terapia prescrivergli e come ti dovrai comportare per farlo stare bene. Ad esempio è allergico a una determinata pianta o fiore del giardino? Si potrebbe rimuovere.

Oppure il veterinario potrebbe dargli un antistaminico per l’allergia stagionale, per combattere i parassiti o una terapia da fare per un determinato periodo a seconda del tipo di allergia riscontrata. In caso di allergia a un alimento specifico ti indicherà il percorso più adatto che dovrete seguire tu e il tuo cane per capire cosa gli fa male e cosa può mangiare oppure no.

Prevenzione

Se il cane è allergico ai pollini e a tutto ciò che è legato alla primavera, è probabile che possa superare senza problemi la stagione utilizzando quanto prescritto dal veterinario o i classici antiparassitari se la sua allergia fosse dovuta a questo.

In caso di allergia agli acari della polvere, che di solito non è legata a una stagione precisa come la primavera, oltre a rimuoverla ricordati di pulire tutti i suoi oggetti con costanza. Quindi lava le sue cucce, tappetini, coperte e persino la spazzola. In questo modo i microrganismi non avranno scampo e non si depositeranno di nuovo sul pelo del tuo amore con la coda sempre in movimento.

Dopo una passeggiata è pieno di legnetti, foglie, polvere o fango? Non ti resta che scegliere se spazzolarlo o fargli un bagno per rimuovere il tutto. Lo sporco in eccesso gli irriterebbe la cute e il manto.

In ogni caso non fare mai di testa tua e senti il parere del veterinario.

Hai un cane allergico a qualcosa? Come l’hai capito e cosa fai per farlo stare bene?

Sai riconoscere se il gatto è allergico a qualcosa?

Sai riconoscere se il gatto è allergico a qualcosa?

Come riconoscere le allergie primaverili del gatto

Hai sentito uno starnuto. Hai risposto con un automatico salute! E hai appena realizzato che sei solo in casa. Tu non hai starnutito e allora chi l’ha fatto? Ti guardi attorno e vedi che il tuo gatto ne sta per fare un altro. Non sarà per caso allergico alla primavera?

Non stupirti. Gli esseri umani non sono gli unici a soffrire di un allergia in alcuni periodi dell’anno o in generale.

Cos’è l’allergia?

L’allergia è il modo che ha il sistema immunitario di reagire quando un qualcosa di esterno, chiamato allergene, viene a contatto con l’organismo scatenando una reazione che può essere lieve o aggressiva. E questo accade sia nella persona che nel comune gatto domestico.

I sintomi

Come le persone anche i gatti presentano dei sintomi tipici della reazione allergica che il suo organismo sta avendo per essere venuto a contatto con l’allergene. Quindi potresti notare:

  • arrossamento o irritazione del nasino, bocca e cute in generale
  • lacrimazione occhi
  • starnuti o tosse
  • prurito, pelle secca o squamosa, perdita di pelo
  • respira con difficoltà
  • diarrea e vomito (se ingerisce un qualcosa a cui è allergico)

Appena ti accorgi di uno o più di questi sintomi, contatta il veterinario. In alcuni casi potrebbe essere stato punto da un parassita come le pulci, ed è per questo che non smette di grattarsi in alcuni punti fino a farsi uscire il sangue.

Le cause

I motivi che possono far scattare un’allergia al gatto sono vari. I più comuni riguardano i pollini stagionali della primavera, la polvere, spray utilizzati per spazzolare il suo pelo, il cibo, il contatto con erbe o fiori che durante l’inverno non sono presenti e i famosi parassiti come zecche, pulci, zanzare.

La cura

Il veterinario saprà indicarti il modo migliore per farlo stare meglio. Se hai notato che il gatto ha avuto una reazione quando ha toccato col muso o con il corpo oppure ha ingerito un qualcosa, dillo al medico.

In questo modo sarà più facile capire a cosa è allergico il gatto o se può essere un mix di fattori e come curare l’allergia o prevenirla. Per scrupolo riferisci anche che alimento ha mangiato dato che potrebbe essere un’allergia alimentare. Una volta fatto il punto della situazione segui la cura prescritta e i consigli dati.

Prevenzione

Calma la tua ansia e non impedire al gatto di fare la sua vita. Se proprio non dovrà stare a contatto con alcune cose al di fuori della casa, il primo a riferirtelo sarà il suo medico. Ma in caso non ci fossero controindicazioni, non obbligarlo a stare dentro. Lo andresti a stressare di più. Specie se è un gatto a cui piace andare in giro per buona parte della sua giornata.

Alcune reazioni allergiche si possono prevenire

La sua allergia è data da parassiti stagionali e si può evitare con dei comuni antiparassitari? Non resta che procurarseli.  A meno che il veterinario non ne prescriva di specifici per il suo caso.

Pulisci con frequenza la sua spazzola. Alcuni microorganismi potrebbero proliferare tra i peli caduti. In questo modo quando lo andrai a spazzolare di nuovo si posizioneranno sul suo pelo.

Rientra a casa tutto sporco o pieno di polvere? Spazzolalo per rimuovere la polvere e lo sporco in eccesso che andrebbero a irritargli la cute e il manto.

Dopo gli accertamenti si scopre che è allergico al glutine o ad altre sostanze? Dovrai dargli del cibo senza glutine o quello prescritto dal veterinario.

In ogni caso non fare mai di testa tua e senti il parere del veterinario.

Il tuo gatto è allergico a qualcosa? Come l’hai capito e cosa fai per prevenirlo?